Chirurgia VISO

Rinoplastica

 
 

Quando si fa: dal punto di vista estetico quando l’aspetto del proprio naso non soddisfa; dal punto di vista funzionale quando la capacità respiratoria è compromessa da patologie del setto o dei turbinati (questi sono soprattutto una struttura che consente di riscaldare l’aria che entra nel nostro naso prima di arrivare nelle strutture profonde, trachea e bronchi). Come si fa: attraverso piccole incisioni all’interno delle coane, oppure aprendo anche il sotto setto (tecnica open che personalmente non apprezzo e riservo solo a pochi casi) da cui si modella sia la porzione cartilaginea che ossea del naso stesso e contestualmente si può anche correggere l’eventuale difetto respiratorio per deviazione del setto stesso o per l’ipertrofia dei turbinati, presenza di polipi, ecc. Risultati: eccellenti nella maggior parte dei casi. 

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Blefaroplastica

 
 

Quando si fa: superiore quando esiste una ptosi cutanea della palpebra superiore e/o quando è presente un accumulo adiposo; inferiore quando vi è un accumulo delle antiestetiche borse adipose sotto le palpebre inferiori o quando vi è rilassanza del tessuto cutaneo muscolare; totale quando coesistono entrambe le situazioni. Come si fa: superiore con un’incisione nella piega palpebrale cosicché risulterà invisibile la cicatrice con l’asportazione delle borse grassose e di una striscia di muscolo orbicolare quando vi è necessità; inferiore per via trans congiuntivale, cioè passando da dentro l’occhio, quando non vi è rilassanza muscolo cutanea della palpebra inferiore, per via trans cutanea che può essere a lembo muscolo cutaneo o solo cutaneo quando dobbiamo asportare un eccesso di tessuto, a questa solitamente si aggiunge una canto-pessi* per evitare le spiacevoli complicanze che possono presentarsi; totale entrambe le tecniche combinate. Risultati: ottimi dopo attenta selezione.

*Per canto-pessi si intende l’ancoraggio del muscolo orbicolare a strutture solide del canto laterale dell’occhio.

 

 

Lifting Viso

 
 

Quando si fa: quando il trascorrere del tempo provoca i segni inevitabili sul volto, non tanto per l’insorgenza delle rughe, quanto per il crollo dei tessuti molli che seguendo la legge di gravità, oltre al diminuito loro trofismo, deformano il profilo. Possiamo dividere per comodità il viso in tre frazioni: la parte più alta del viso detta coronale, la parte medio facciale e la parte cervico facciale, possiamo intervenire in modo combinato o separato nelle tre frazioni. Come si fa: il lifting coronale oggi con l’avvento della tossina botulinica è molto meno usato poiché necessita di una ampia incisione dall’apice di un orecchio all’altro passando per il cuoio capelluto con esiti non sempre ottimali. Di maggiore importanza per i risultati che si possono conseguire è il lifting medio facciale che comprende quella porzione dai solchi naso genieni agli occhi eseguendo una trazione verticale dei tessuti mediante un’incisione sotto orbitaria bilaterale di poco prolungata all’esterno (canto laterale) ove con uno scollamento sottoperiostale si può riancorare in alto tutta la porzione descritta del viso. Lifting cervico facciale si attua attraverso la tipica incisione avanti e dietro l’orecchio prolungata in alto di qualche centimetro e posteriormente allitterazione del capillizio che dopo uno scollamento sotto cutaneo e sotto l’aponeurosi muscolare che tiene uniti i muscoli facciali (SMAS) si rimette questa struttura in tensione ancorandola a punti stabili e distendendovi poi la cute al di sopra asportandone l’eccesso. Risultati: ottimi.

 

 

Protesi Zigomi

 
 

Quando si fa: quando è ipotrofico l’osso zigomatico o malare. Come si fa: si inserisce la protesi di grandezza desiderata attraverso un’incisione all’interno della bocca oppure da un’ incisione sotto orbitaria. Risultati: ottimi.

 

 

Protesi Mento

 
 

Quando si fa: nel mento sfuggente per ipotrofia dell’osso mentoniero e nei casi non destinati al chirurgo maxillo facciale ove necessita una correzione ossea di maggiore impegno. Come si fa: attraverso un’incisione all’interno della bocca o all’esterno in regione sotto mentoniera, si posiziona la protesi oggi di un materiale che si integra con l’osso (porex) e che può essere modellata a piacimento. Risultati: ottimi.

 

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Impianti Filler

 
 

Quando si fa: per l’ingrandimento delle labbra o di altre sedi come zigomi, riempimento solchi naso labiali, solchi sotto palpebrali, ecc. Come si fa: esistono impianti riassorbibili o definitivi, questi ultimi secondo me da evitare in quanto è diventato vietato l’uso del caro vecchio olio di silicone ed i più moderni metacrilati o altro personalmente non mi forniscono garanzie tali per cui preferisco evitarne l’uso. Utilizzo dunque l’acido ialuronico facilmente maneggiabile ai diversi pesi molecolari a seconda delle zone da trattare, con riassorbimenti in tempi accettabili, che in base alla mia esperienze non hanno mai creato complicanze. Risultati: ottimi

 

 

Otoplastiche

 
 

Quando si fa: nelle malformazioni del padiglione auricolare, per orecchie a sventola, orecchie a coppa o ad ansa, o dei lobi. Come si fa: attraverso una incisione nella piega auricolare posteriore si evidenzia la cartilagine che viene modellata attraverso micro incisioni e piegature atte a ricostruire le pliche mancanti generalmente nell’orecchio malformato (ricostruzione dell’antelice nell’orecchio a sventola). Risultati: eccellenti nella maggior parte dei casi.

 

 

Pessi Sopracigliari

 
 

Quando si fa: quando un sopracciglio si presenta ptosico ovvero troppo vicino all’incavo orbitario è necessario riancorarlo in alto per un effetto estetico ottimale specie se combinato con una blefaroplastica. Come si fa: con un approccio diretto attraverso un’incisione al di sopra del sopracciglio medesimo asportando una semiluna di cute, nelle condizioni più semplici, oppure attraverso una incisione fronto-temporale, scollando i tessuti fino alla disinserzione del sopracciglio stesso riancorandolo in alto. Risultati: ottimi.

 

 

Studio Barberini

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