LA BLEFAROPTOSI MONOLATERALE

Il Centro – 17 novembre 1992 
del Dr. Claudio Barberini 

Occhi sani e bene aperti - Non è raro incontrare una persona con un occhio aperto in modo incompleto. Tale anomalia si chiama “blefaroptosi monolaterale”, anche se, in rarissimi casi, può essere bilaterale. Il danno è a carico della palpebra superiore. La blefaroptosi è un’anomalia della palpebra superiore dell’occhio, con forte tendenza ereditaria, che consiste in una sua caduta verso il basso e l’impossibilità a sollevarla, cui si associa spesso un’alterata mobilità dell’occhio verso l’alto. La causa è nell’insufficienza del muscolo elevatore, che a volte è del tutto assente.

La blefaroptosi può anche residuare da un trauma per fibrosi del muscolo elevatore. Tale danno può essere sanato con un intervento chirurgico. Le tecniche di correzione sfruttano essenzialemente due principi: Accorciare l’aponeurosi dell’elevatore Ovviare alla mancata funzione dell’elevatore sfruttando la funzione del muscolo frontale. La seconda classe di possibili correzioni è più fisiologica, per il risultato estetico e per la conservazione della mimica facciale. Già Rees propose, intorno agli anni ’70, una tecnica che sfruttava questo principio, utilizzando una losanga di cute scolpita dalla palpebra stessa nella sua posizione centrale, lasciandola adesa con una striscia mediana al muscolo orolare, isolando le parti laterali che, con un tunnel longitudinale scavano attraverso una incisione interna sopraciliare, prelevata con una piccola incisione dalla regione laterale della coscia, la utilizzava come un tirante connesso tra il tarso palpebrale ed il muscolo frontale. Un unico tirante aveva però l’inconveniente di un’apertura poco omogenea della palpebra stessa; si pensò quindi di utilizzare più di un tirante. Il risultato fu che l’abbondanza di materiale ectopico rendeva più appariscente l’intervento chirurgico. Il risultato migliore si ottiene utilizzando solo un tirante di fascia lata sagomato a “Y” al muscolo frontale. L’intervento si esegue interamente in anestesia locale, con un primo accesso chirurgico a circa metà palpebra parallelamente alla rima; si isola il tarso palpebrale e, ad un terzo e a due terzi della rima, si suturano le due branche della fascia lata con punti riassorbibili. Si procede dunque all’incisione sopraciliare, e da questa si pratica un tunnel fino a congiungersi alla prima incisione; si fa quindi passare la branca singola della “Y” e, mettendola gradatamente in tensione, si giudica a che distanza si sutura al muscolo frontale per avere una correzione soddisfacente della ptosi. La ptosi di questo tipo è ingravescente negli anni, e l’ammiccamento, ossia sollevare in alto le sopracciglia corrugando la fronte, aprendo al massimo gli occhi, è impossibile. Con questa tecnica chirurgica si ottiene un buon risultato dal punto di vista estetico, e si evita l’aggravarsi della ptosi nel tempo, rendendo possibile l’ammiccamento.

Studio Barberini

Via Salaria, 35
- 00198 Roma


Cel. 1: (+39) 335 5482974
Cel. 2: (+39) 328 5699409

MARTEDI' dalle 15.00 alle 19.00
VENERDI' dalle 15.00 alle 19.00