IL TRATTAMENTO DELLE CICATRICI

"Difetti nascosti nelle pieghe della pelle."

Il Centro – 24 novembre 1992
a cura del dr. Claudio Barberini

Spesso ci si rivolge al chirurgo plastico per le cicatrici deturpanti. La cattiva informazione ha creato l’idea che eseguire la plastica di una cicatrice significa cancellarla. Ma non è così. E’ vero che con una sutura eseguita in modo corretto gli esiti cicatriziali sono minori, ma la scomparsa completa è impossibile. Tuttavia, il chirurgo plastico ha delle armi in più per poter mascherare una cicatrice, valutando il caso specifico.

Una cicatrice può essere trasferita in una zona meno visibile, nascosta in una piega, cambiata di direzione, rispettando le linee dei dermatomeri cutanei con dei risultati migliorativi o, dove possibile, nascondendola. Il discorso va bene quando si tratta di cicatrici piae; si complica se si tratta di una cicatrice ipertrofica: il cheloide è il più grosso nemico del chirurgo plastico, che può renderlo meno vistoso, ma che, con qualsiasi trattamento, otterrà soltanto un risultato migliorativo. Spesso i pazienti incolpano il chirurgo per un esito cicatriziale sgradevole. Ma ciò è ingiusto, perché la cicatrizzazione ipertrofica è una caratteristica individuale; nel corredo genetico è scritta anche la risposta verso una “soluzione di continuo”, ossia una ferita. Non si può attribuire una colpa individuale se non esiste una risposta cicatriziale esuberante; caso mai, si può parlare di errore se una cicatrice è infossata o a gradino. Per eseguire una sutura di tipo plastico, la cosa più importante è di rispettare i vari piani (muscolare, fasciale, sottodermico, dermico e cutaneo) riaffrontandoli in modo perfetto, usando dei fili di sutura sia riassorbibili (quelli interni che non verranno rimossi), sia non riassorbibili per la cute (quelli esterni che vengono rimossi) correttamente scelti per tipo e calibro. I margini della ferita devono essere perfettamente affrontati con dei punti di sutura non troppo stretti, che farebbero soffrire i margini dal punto di vista vascolare, né troppo lenti, che complicherebbero un normale processo cicatriziale. Il caso di intervento chirurgico, bisogna fare attenzione alla linea di incisione, che deve essere praticata nel rispetto delle linee cutanee e fuori dalla tensione cutanea relativa alle articolazioni. Una volta che una cicatrice è già esistente, questa può essere trasferita in una zona nascosta; è possibile farlo direttamente, se lo spazio è breve, o con un intervento in due tempi tramite l’uso di espansori cutanei. Con l’uso di questi espansori, si può aumentare un quantitativo di cute pericicatrice che è possibile valutare prima dell’intervento. Si tratta di palloncini di silicone con una valvola inserita; impiantati sottocute nella zona da aumentare vengono gonfiati dall’esterno entrando nella valvola con un ago collegato a una siringa contenente soluzione fisiologica. Iniettando il liquido dentro il palloncino, questo aumenterà il suo volume espandendo la cute sovrastante nel modo desiderato; in definitiva, si provoca un ingrassamento rapido di quella zona. In un secondo intervento si rimuove l’espansore..

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